I documenti istitutivi in Europa del nuovo piano EU, del Recovery Fund e del Next Generation EU

I piani del Recovery Fund e del Next generation Eu sono probabilmente oggetti poco conosciuti dagli italiani o meglio sconosciuti.


Probabilmente su entrambi gli argomenti non si hanno le idee chiare perché alla politica politicante ed alla stampa generalista come pure nelle trasmissioni televisive non conviene soffermarsi sui reali contenuti e sui principi che hanno ispirato e promosso i due piani che non implicano solo il profilo economico finanziario ma richiamano una idea forte di Europa da realizzare con le missions globali che hanno ricadute nei singoli stati.

Forse non è male riannodare le idee e cominciare dal punto di partenza dall’attività che si è svolta prioritariamente nel consiglio europeo compendiata nel documento per il Consiglio d’Europa del luglio 2020


L’intervento di Ursula Von der Leyen del settembre 2020 all’assemblea ( in allegato ad altro pezzo qui pubblicato) da modo alla Presidente della commissione di esplicitare le idee sulle quali sono maturati i consensi, su come costruire un argine alla caduta del pil, attraverso un fronte di investimenti massicci per riparare alle conseguenti disgrazie economiche indotte dal Covid.


Esse in maniera diversa ma pervasiva già nel mese di settembre 2020 si erano disseminate a macchia d’olio nei paesi della comunità, morti a parte:  povertà, miseria, disoccupazione e debolezza serie conseguenze della diffusione del virus.


La Presidente ha ben chiarito il pensiero della Commissione su come costruire il rilancio della Unione durante ed a valle del problema salute.


Prioritariamente si è dovuto affrontare il tema sulle modalità di finanziamento europeo con fondi autonomi di bilancio sostenuti da una correlata capacità d’indebitamento della UE; tema che ha richieste un lavoro ed una revisione di non poco conto dei principi regolamentari del bilancio Europeo per raccogliere il consenso di tutti i paesi.


Il consenso non è stato agevole visto che alcuni paesi si sono messi di traverso soprattutto nei confronti di alcune parti della famiglia europea, di quella che più di altri, sulla base degli indicatori presi a base, sarebbero state aiutate con le erogazioni di fondi al titolo di prestito e con altri a fondo perduto.


Sono , però, intervenuti di fatto cambiamenti radicali rispetto al passato che hanno finito per dare ragione a quanti da tempo sollecitavano l’emissione di Bond Europei di scopo., cioè di Bond emessi dall’Europa per la raccolta delle risorse da impiegare a sostegno delle finalità ordinarie e straordinarie del bilancio.


Detto questo, va aggiunto che con una pazienza negoziale mai prima registrata tutti i paesi hanno poi trovato l’accordo complessivo sia sugli importi da erogare a diverso titolo ma soprattutto sulle causali o meglio sulle ragioni di spesa e di investimento in un quadro globale di progetti che riguarda l’intero sistema Europa e che ha proporzionali e dirette ricadute sui singoli paesi.


Pur con la necessaria sintesi è interessante dare uno sguardo all’intero processo istituzionale EU e segnalare, a quanti non hanno la possibilità di scendere sui documenti istitutivi, il fatto che a mano a mano che si andavano completando i passaggi si determinavano anche conseguenzialmente le aree di autonoma determinazione dei singoli paesi ai quali viene richiesto ora un impegno di non poco conto perché concorrente con la realizzazione complessiva della strategia.


Si sono, infatti, così individuati vincoli di carattere strategico rispetto ai quali l’autonomia delle singole nazioni risulterà sostanzialmente contenuta salvo che per talune iniziative specifiche e attinenti le peculiarità di ciascuna


Per aiutare chi è interessato ad approfondire il tema ho raccolto tutti i documenti fondamentali che andrebbero letti per intero; tutti parlano di una nuova Europa e di una Europa solidale e di una Europa che mira a ristabilire tanti equilibri nel tempo smarriti.


Una cosa è certa e va detta da subito, senza preoccupazione di essere smentiti. Il cambiamento della mission europea era già in atto e nell’aria; serviva a contrastare nazionalismi, populismi e spinte disgregatrici.


Era necessario quale risposta in un momento in cui ai radicalismi europei si affiancava quello americano trumpiano al quale in molti si ispiravano supportato, peraltro, dalla opinabile operazione Brexit che appariva come modello invocato di autonomia rispetto alle presunte rigidità dell’Europa.


Il Covid ha impresso una velocità nuova ed ha offerto alle governance dei singoli paesi ed a quella Europea, Commissione, Consiglio e Parlamento la ragione per dare al processo evolutivo una spinta ferma, decisa, irrevocabile che per essere ben percepita esige uno sforzo di comprensione non piccolo.


Può essere aiutato dalla lettura attenta dei testi raccolti proprio allo scopo di agevolarne la comprensione complessiva. Vanno letti come un insieme.

(sono per intero nei link in calce  ed in parte anche shedati per fare una lettura essenziale)


La vicenda politica nazionale con l’incarico al professor Draghi sembra destinata, poi, a conferire al disegno una lettura provvidenziale perché nella composizione della squadra europea un protagonista dell’Europa e delle sue idee che si mette al fianco della BCE, della Commissione, non è una opportunità da poco.


È una leva con un peso specifico valoriale che il mondo intero apprezza e conosce.

Per capire il pensiero di Draghi non occorre andare lontano, basta rileggere le sue relazioni annuali da Governatore della Banca di Italia o da Presidente della BCE; è sufficiente attingerlo sinteticamente dal suo pezzo del Financial Times e dalla sua relazione al meeting di Rimini dello scorso anno.


I miracoli in questo clima di buon auspicio per l’Europa sembrano non finire mai se poi succede che a concorrere alla votazione dell’assemblea parlamentare del 9 febbraio 2020 sul Regolamento del Recovery Fund arrivano anche i 28 voti della Lega che consentono la formazione di una maggioranza bulgara di 582 voti contro le 60 astensioni ed i 40 voti contrari delle frange che resistono sulle loro posizioni ormai isolate in Europa e ne mondo.

In questo passaggio i benpensanti della Lega hanno aiutato la svolta che non è un segno da poco e indica un momento di resipiscenza nel panorama italiano rispetto al tema dell’Europa .
In conclusione, Covid è stata ed è una iattura di dimensione epocale, tragica, di cui non si riesce ancora ad intravedere, pur con tutto l’ottimismo che pure serve, il momento finale:

È stato però anche un fattore determinante di anticipata aggregazione dei popoli che hanno ragionevolmente ritrovato motivi di comunanza su tanti aspetti e vincoli nuovi non solo rispetto all’idea di Europa ma anche nel fare e nell’operatività.

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Per capire il tutto si richiede una riflessione sulla lettura delle volontà politiche che traspaiono dai documenti che ciascuno naturalmente può tradurre con la percezione sua propria derivante dal modo di sentire e intendere il fenomeno locale, piccolo ma determinante , tassello del puzzle, comlìplessivo: “ quello europeo”.

Scritto in data 11 febbraio 2021 e pubblicato anche su Denaro.it

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